terranostra è on line
Il giornale libero ed indipendente di chi non ha voce
Verità e libertà sono i principali obiettivi di questa nuova realtà editoriale
L’informazione è il sale della democrazia
L’editoriale di Gianni Lannes:
In tempi di crisi economica e di credibilità dell’editoria italiana è una follia dar vita a un giornale libero e indipendente? Può darsi, a maggior ragione in questo nostro Mezzogiorno saccheggiato e profanato dai potentati di turno col beneplacito affaristico dei politicanti locali d’ogni tinteggiatura.
Nel Belpaese l’informazione è alle strette e nel Meridione risulta asservita in gran parte da un bel pezzo. Se passerà il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, andrà in onda il via libera totalitario alla disinformazione di regime berlusconiano. Vero Silvio: meglio nascondere i fatti imbarazzanti e tacitare i giornalisti scomodi? In una sana democrazia i cittadini hanno il diritto di sapere e di conoscere le ombre del potere. Un solo esempio: attualmente in un Parlamento nominato da appena sei boiardi siedono 20 condannati in via definitiva, 3 prescritti (compreso Andreotti per mafia) e 70 indagati e condannati. Questa sarebbe la credibilità istituzionale in Italia?
Il primo della lista, nominato illegalmente presidente del consiglio dei ministri, è proprio, sua emittenza Silvio Berlusconi, il “frequentatore di minorenni”, noto ormai a livello internazionale, come “Papi”. Per le leggi ancora in vigore nel Belpaese, l’unto del signore non poteva addirittura candidarsi. Scusate, ma l’opposizione di centro-sinistra ha mai sentito parlare del conflitto di interessi? Già, ma ha perso il contatto con la realtà sociale dopo aver sgovernato per alcune legislature. Nel frattempo ecco fratello P2 , tessera numero 1816, un giorno sì e l’altro pure, fare a pezzi la democrazia e calpestare
Ora basta: è un nostro diritto l’autodeterminazione. Verità e libertà sono i nostri obiettivi accompagnati da ironia e spirito critico. Siamo stanchi di affrontare discussioni intrise di pregiudizi e mai di giudizi, mai nel merito delle questioni, mai al cuore delle cose. Ci misuriamo in questa periferia d’Europa nel cuore del Mediterraneo, su quello che siamo capaci di fare e di cui c’è bisogno: sulle base delle energie reali in campo, delle volontà e dei talenti. Siamo dalla parte di chi non ha voce, accanto a deboli e indifesi, inclusi i migranti schiavizzati e senza diritti.
La nostra identità è nobile: la magna Grecia dice qualcosa ai leghisti di Bossi, razzisti e ignoranti? La nostra terra non è una discarica, tantomeno del Nord e non vuole più essere terreno di conquista. E’ora di svegliarsi dal letargo: Terra Nostra potrà essere grazie anche a voi lettori, uno strumento di crescita ed emancipazione.
Per dirla con Gandhi: “

Nato a Motta Montecorvino, emigrato in Argentina con tutti i suoi fratelli, ritornato a Lucera. Operaio, musicista, immigrato, amante della musica popolare: un piccolo grande uomo. Non era possibile ignorare la sua presenza. Ora la sua assenza è per tutti noi incolmabile. Mai potremo abituarci alla sua scomparsa. Ogni luogo, ogni momento della nostra vita è segnato dal ricordo della sue parole delle sue azioni. Uomo preciso, rispettoso degli altri e curatore di un grande senso della propria indipendenza.
Ci ha lasciato improvvisamente alle due del venerdì santo del 2009 ed è ora seppellito nel cimitero di Lucera (Fg). Ora vive con grande forza nei nostri ricordi, nelle foto, nei video, nei luoghi che abbiamo abitato insieme. Sempre vicino ai suoi cari nipoti e sempre presenti nei suoi ricordi sono stati tutti i familiari vicini e quelli lontani di Argentina. Una nazione dove spese i suoi anni migliori e dove aveva lasciato parte del suo cuore e dei suoi sentimenti.
Ci mancheranno i suoi lunghi e dettagliati racconti della vita passata a Villa Constitucion dove, incredule e affranta vive una fetta importante della sua famiglia, i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi nipoti.
Per sempre felice di averti conosciuto e amato continueremo a vivere e ad onorare quest'esperienza unica e irripetibile che è la nostra vita in questa dimensione.
Quando ero piccolo, d'estate, mio zio Urbano ci portava al mare ed insieme a mia zia Maria e ai miei cugini Tommaso, Michele e Giuseppe passavamo delle splendide giornate a Marina di Lesina, a Torre Fortore o in altre spiagge a nord del Gargano. Erano momenti di grande spensieratezza, di giochi, di bagni e di grandi mangiate di pasta al forno. Sul far della sera, ci preparavamo, chiudavamo l'ombrellone e mi infilavo nella parte posteriore dell'850 fiat di mio zio.
Durante il viaggio, il caldo ci faceva desidereare tanto una cosa alla quale noi cugini pensavamo per tutto il tragitto. Attraversata la città di San Severo prima di imboccare la strada per Lucera, ecco l'oggetto del desiderio! Una bella fontana! ed allora uno di noi si faceva coraggio e chiedeva allo zio di fermarsi per farci bere, ma la maggior parte delle volte, zio Urbano ci diceva di no e continuava a guidare. Dopo un po' nessuno più ci pensava e continuavamo a goderci il viaggio e le chiacchiere da bambino a bassa voce, le risatine.
Oggi durante il suo funerale, dopo tanti anni, mi passavano per la mente quelle immagini: la fontana, l'850, il mare, il sole, il caldo dell'estate e qualcosa in me mi faceva sentire bene e mi faceva venir voglia di dire grazie a quello zio che ora non c'e più. Mi hai insegnato, ci hai insegnato a resistere. Resistere ai desideri, alle sofferenze, ai contrattempi e piano piano, abbiamo imparato a resistere alle ingiustizie, alle falsità, alle arroganze che sempre più ci circondano. Grazie Zio Urbano!
Agricoltura industriale? No grazie.
Agricoltura biologica e filiera corta per favore.
Ho seguito con interesse la nascita di un nuovo sindacato degli agricoltori, “Libera Associazione Agricoltori di Capitanata”, che ha sancito l’inizio delle attività lo scorso 30 ottobre presso la Comunità Giovanni Paolo II a Lucera.
Ho letto poi su "Il Frizzo" la sintesi del dibattito scaturito in quella riunione degli agricoltori locali dove si concorda di diminuire la percentuale di terreni coltivati a grano. Diminuendo la quantità di grano si pensa di far aumentare il prezzo del grano che attualmente è a livelli molto basso. Si pensa di controbattere così la concorrenza del grano a costi infimi proveniente dai paesi dell’est?
Si continuerà inoltre a coltivare barbabietole per le esigenze dello zuccherificio molisano che però, a quanto pare, è a rischio di chiusura.
Si promuove infine la realizzazione di impianti di biomasse, che sono sì molto redditizie ma fanno però aumentare l’impiego di fertilizzanti di sintesi e fitofarmaci molto inquinanti.
Queste le proposte, a mio avviso molto deludenti, fatte da questa neonata associazione degli agricoltori.
Ma un po’ di coltivazione con metodo biologico? Un po’ di grano, magari quello di qualità “Generale Cappelli”dei nostri nonni. Quel grano bello alto dove ci si poteva nascondere con la propria ragazza per coltivare passione e sentimenti antichi?
Un po’ di agricoltura naturale da destinare al mercato locale previa trasformazione in prodotti alimentari di alta qualità, utilizzando i fondi comunitari per lo sviluppo locale elargiti anche attraverso il GAL Meridaunia ?
Niente. Che cosa si propone? Si propone di continuare a fare solo e soltanto agricoltura industriale.
Nel rapporto dell’Agenda 21 del Comune di Lucera del 2004 (a proposito dove sono andate a finire tutte quelle belle idee a favore della salvaguardia del nostro territorio nate dal Forum lucerino di Agenda 21?), si evidenziava una situazione abbastanza critica della nostra agricoltura.
La qualità dei suoli e dell’acqua erano presentate come fortemente degradate. I corsi d’acqua apparivano compromessi dagli scarichi dei depuratori comunali e di stabilimenti industriali e presentavano una scarsa funzionalità dovuta all’assenza di vegetazione riparia primaria utile alla depurazione delle acque ed all’elevata artificializzazione degli argini e degli alvei che causano una ridotta capacità di portata dei torrenti ed una conseguente incapacità di alimentare le falde acquifere ed i pozzi.
I terreni dedicati all’agricoltura presentavano un alto grado di deterioramento dovuto soprattutto ad un massiccio utilizzo di fertilizzanti chimici e fitofarmaci, tipico della moderna agricoltura industriale (l’enorme presenza di nutrienti a base di nitrati e fosfati muta profondamente la composizione chimica dei terreni ed inquina le già precarie acque superficiali e profonde).
L’agricoltura lucerina appariva inoltre messa a dura prova dall’assenza di aree naturalistiche di fondamentale importanza per il ripristino e il mantenimento della biodiversità. Si indicava una percentuale bassissima, l’1% dell’intero territorio comunale.
Altrettanto degradato apparivano gli ambienti agrari, spesso privi di siepi, fasce boscate, rimboschimento, forestazione, ecc. che in altre regioni sono utilizzate frequentemente per conservare e migliorare l’aspetto paesaggistico del territorio. La relazione di Agenda 21 locale lamentava inoltre un aspetto del territorio molto piatto e poco variegato, a causa della preponderante presenza di monocolture cerealicole, mettendo a dura prova i necessari scambi biologici fra ecosistemi diversificati con relativi danni agli equilibri biologici.
Un’efficace strategia di riqualificazione del territorio dovrebbe partire proprio dalla ricostituzione di questi elementi, la cui presenza determina un arricchimento dell’agroecosistema non solo sotto il profilo ecologico e paesaggistico.
La riqualificazione degli ambienti agrari,
attuabile anche grazie alla disponibilità di numerosi incentivi economici ed in linea con i principali indirizzi comunitari e nazionali in termini di pianificazione del territorio e politica agricola,
può passare attraverso la promozione di una strategia che ponga in diretta correlazione due azioni fondamentali:
l’agricoltura biologica e la filiera corta
Nell’anno 2001 la superficie agricola lucerina dedicata all’agricoltura biologica era di circa il 3%. Una percentuale molto bassa ed inferiore di circa la metà rispetto alla media nazionale.
In un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 5 ottobre 2004, il presidente di “Daunia & Bio”, consorzio locale che riunisce alcune aziende lucerine impegnate nell’agricoltura biologica, ci spiegava che la globalizzazione rendeva “impossibile contrastare i prodotti di altre aree del mondo dove si produce a costi bassissimi” e che quindi l’agricoltura industriale non consentiva più un’adeguata remunerazione. Infatti, gli agricoltori locali non fanno altro che lamentarsi sull’infimo prezzo offerto loro dai grandi commercianti di grano e/o di barbabietole da zucchero.
Il presidente del consorzio affermava inoltre che la loro proposta comprendeva essenzialmente la produzione di prodotti biologici in loco con trasformazione e vendita sul mercato locale: agricoltura biologica e filiera corta. Il presidente dichiarava poi “cerchiamo di puntare sulla qualità, siamo cresciuti in questi anni anche se in splendida solitudine senza l’aiuto delle istituzioni”.
Volete sapere questa loro “splendida solitudine” che cosa ha prodotto? Bene, i prodotti di alta qualità del consorzio hanno preso la strada per l’estero. Le varie amministrazione locali che si sono avvicendate, invece di accogliere le loro lungimiranti proposte, invece di attivare immediatamente strategie per dare spazio alle idee ed all’esperienza di questi operatori di alta qualità, invece di cogliere l’opportunità e di supportare e promuovere il loro modello di sviluppo, li hanno letteralmente emarginati e loro, disillusi e frustrati, si sono rivolti ai mercati esteri.
Dobbiamo recuperare quelle idee e muoverci per attivare una strategia di politica agricola sostenibile che consenta ai nostri agricoltori di ritrovare la propria dignità professionale e sociale! E questo può essere fatto soltanto attraverso la promozione dell’agricoltura biologica
Tanti sono gli obiettivi raggiungibili tramite l’agricoltura biologica, perché essa mira essenzialmente:
Per quanto riguarda la zootecnia, il metodo di produzione biologico si basa sul principio di uno stretto legame tra animali e superfici agricole. La necessità di questo legame prevede quindi che gli animali abbiano accesso ad ampie aree di pascolo all’aperto e che l’alimentazione che viene loro fornita sia non solo biologica ma preferibilmente ottenuta in buona parte nell’azienda stessa.
Gli obiettivi del biologico restano gli stessi, sia parlando di produzioni vegetali sia animali. Si privilegia: l’adozione di pratiche razionali per il rispetto dell’ambiente, l’occupazione armoniosa dello spazio rurale, il rispetto del benessere degli animali e la produzione di prodotti agricoli di alta qualità. L’agricoltura biologica permette ai consumatori di scegliere alimenti, che oltre ad avere la prerogativa di essere privi di residui di sostanze di sintesi, hanno anche un alto “valore etico-sociale”.
Il biologico, in quei territori “illuminati” dove esso trova uno spazio decente sta contribuendo a rinsaldare quel legame fisiologico tra la terra e l’uomo che sembra smarrito e sopraffatto dalla frenesia del quotidiano.
L’agricoltura biologica
deve essere strettamente connessa con
l’attivazione della filiera corta
La filiera corta detta anche circuito breve di commercializzazione è quell'insieme di attività che prevedono un rapporto diretto fra produttori e consumatori, singoli o organizzati, che “accorcia” il numero degli intermediari commerciali e diminuisce il prezzo finale. Le azioni a favore della filiera corta, accoppiate alla promozione dell'agricoltura e dell'alimentazione biologica, hanno ottenuto il riconoscimento anche dell'Unione Europea.
In particolare una strategia diretta all’attuazione della filiera corta ha come obiettivo quello di realizzare tutte quelle azioni che permettono all'utente finale una migliore conoscenza delle qualità intrinseche dei prodotti locali, ed in particolare di quelli biologici, e di chi li produce, consentendo un prezzo finale al consumo più vantaggioso e una remunerazione più equa per il produttore. Tale strategia può favorire la valorizzazione della produzione biologica, tipica, locale e stagionale, e a promuovere anche il contesto ambientale in cui questa avviene, per l'attenzione che viene posta alla salvaguardia ed alla difesa dell'integrità del territorio.
Essa comprende un insieme di attività capaci di dimostrare la possibilità di uno sviluppo eco-sostenibile, attento alla conservazione delle risorse e che dimostrino come un nuovo stile di vita è possibile. Uno stile rispettoso dell'ambiente, della conservazione della biodiversità e delle diversità locali, delle risorse naturali, oltre che interessato alla qualità della vita.
Tutte queste azioni devono essere accompagnate da un'apposita campagna di comunicazione e di promozione che si concretizza anche nell’organizzazione e/o nella partecipazione ad importanti convegni e fiere del settore e nell'organizzazione di giornate dedicate alla valorizzazione e alla riscoperta delle tipicità locali, biologiche e non, enogastronomiche ed artigianali.
La promozione della filiera corta può contribuire alla costruzione di un modello economico che porti alla costruzione di un vero e proprio Distretto di Economia Sostenibile. Con questa espressione si intende un modello che metta al centro del proprio operare le persone, la qualità della vita, le relazioni e l'ambiente e che abbia un approccio trasversale a tutti i settori socio-economici..
In tale contesto si inserisce la creazione delle condizioni affinché iniziative economiche diverse, democratiche, eccellenti e motivate socialmente, radicate nel territorio trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, per innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti oltre che al contesto in cui essi operano.
La filiera corta punta a stabilire una relazione diretta fra chi consuma e chi produce e consente di abbattere i prezzi dei prodotti biologici tramite la riduzione dei costi di distribuzione, la riduzione dei costi ambientali della stessa distribuzione, l’ottimizzazione della tracciabilità che è maggiormente possibile proprio con la filiera corta e la giusta remunerazione dei produttori, possibilmente riuniti in piccoli consorzi o altre forme associative.
In una città come Lucera la Filiera Corta può essere realizzata principalmente attraverso la vendita diretta aziendale ed i mercatini
La vendita diretta aziendale è la forma più classica di filiera corta. Il produttore apre, in genere nella stessa azienda, uno spaccio per la vendita dei prodotti propri. I pregi di questa forma di filiera corta sono enormi: il consumatore parla direttamente con il produttore; può conoscere anche l’azienda, il modo di coltivazione e sappiamo quanto questo sia fondamentale per le produzioni biologiche. In fine, il produttore riesce a valorizzare la stagionalità delle proprie produzioni come in nessuna altra forma di vendita.
I mercatini di produttori biologici, che possono essere abbinati a mercati civici già esistenti, sono diffusi in tutte le regioni italiane e spesso in alcune regioni sono organizzati con frequenza settimanale o almeno mensile.
Insomma non sto parlando di rivoluzionare le politiche agricole locali dall’oggi all’indomani, ma sto dicendo semplicemente che credo sia arrivata l’ora anche dalle nostre parti di fare ciò che in altre regioni e territori d’Europa stanno attuando in modo prioritario e massiccio. E’ possibile che questa provincia, che questa città debba rimanere per sempre una sorta di buco nero del mondo?
Gli Amici di Beppe Grillo di Lucera
Il gruppo dei Grilli Lucerini, come tutti i Meetup già presenti in diverse città d'Italia e all'estero, si propone di trattare le tematiche diffuse dal noto comico genovese nel suo blog e nei sui spettacoli, ma soprattutto vorrebbe essere un osservatorio sui problemi locali, un piccolo cantiere di nuove idee per il comune di Lucera.
Non si tratta di un fan club, ma di un gruppo di persone che condividono lo spirito critico con cui Beppe Grillo analizza, nel suo blog e nei suoi spettacoli, le informazioni e i fatti di questo tempo. Si propongono come alternativa alla casta consociativa, che da sempre ha governato Lucera, e prospetta dalla base una vera democrazia diretta e partecipata dei cittadini lucerini.
Si organizzano per favorire una corretta informazione, stimolando le persone a prendere coscienza delle disfunzioni del nostro sistema politico-istituzionale che tanta influenza esercitano sulla nostra vita quotidiana.
Sono al di fuori, e quindi totalmente indipendenti, da ogni partito e da specifiche collocazioni politiche. Tutte le iniziative organizzate o a cui aderiscono sono libere, spontanee, e decise discutendo all’interno del gruppo.
I temi su cui sono sensibili sono la giustizia, l’informazione non manipolata, il rispetto dei diritti di tutti i cittadini, il rispetto della salute delle persone e degli ambienti in cui viviamo, la legalita’.
Il principale punto di contatto e’ il “Meetup” (http://beppegrillo.meetup.com/908/it/about/) un forum di discussione su internet sul quale si scambiamo quotidianamente informazioni ed opinioni in merito a molti aspetti che riguardano la nostra citta’, la nostra provincia e non solo. Inoltre intendono incontrarsi “di persona” piu’ volte al mese in riunioni collettive per creare iniziative ed eventi per informare e sensibilizzare i cittadini su temi specifici con l’obiettivo di concordare un progetto comune basato soprattutto sul buon senso e su valori che tutti dovrebbero avere, quali l'amore per il giusto, per il buono e per il vero.
Sono cittadini di ogni estrazione e provenienza sociale, culturale e professionale che semplicemente non sono più disposti ad assistere indifferenti allo sfascio del nostro Paese e delle nostre città, continuando a delegare una classe politica che non ci rappresenta. Una politica fatta spesso da professionisti che hanno dimostrato nei fatti, anche a Lucera e nell'arco di molti anni di danni procurati, di non essere all'altezza né come amministratori della cosa pubblica nè come persone credibili.
Non sono, come li hanno etichettati, "l'anti-politica". Piuttosto si consideriamo la "vera" politica, ovvero quella che nasce dalla partecipazione della gente e dal desiderio di risolvere problemi concreti, grandi o piccoli che siano, ma vicini alla vita reale delle persone.
Non è vero che si limitiamo alla protesta: hanno idee e proposte costruttive su quasi tutti i principali temi d'attualità. Tali proposte sono state da oltre un anno presentate all'attuale governo, come provato da video e documenti ufficiali. Molte di queste proposte sarebbero utili ed applicabili anche alla realtà lucerina;
Il nostro prossimo futuro è quello della partecipazione vera, che ovviamente richiede impegno e capacità di esporsi in prima persona per il bene comune. Ognuno per ciò che potrà fare. E non perché si ritengono i più "buoni" o i più "bravi", ma perché sono consapevoli del fatto che un’Italia in malora sarà un danno per tutti, compresi coloro che pensano di essere i più furbi o i più ricchi. E perché gli attuali partiti sono ormai solo un "parco-chiacchiere" o dei tristi luoghi di scambio di favori. Può darsi che ciò si traduca, sul piano operativo, nella nascita di comitati deputati ad affrontare un problema o anche di liste civiche che, in quanto tali, devono appunto svilupparsi dalle esigenze locali.
Per portare avanti questi discorsi hanno bisogno del contributo di tutte le persone stanche dell’attuale stato delle cose e di buona volontà.
L'unico evento culturale di rilievo della ormai passata estate lucerina 2008. Stage e danze popolari per una settimana di puro, incontaminato, disinteressato, autentico divertimento.
Grazie Zingaria

Video stralci della conferenza di
Gianni Lannes
tenutasi all'ODA Teatro di Foggia in data
11 aprile 2008
organizzata dai
"Grilli di Foggia"
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Guarda l'inchiesta sull'eco mafia in Campania
trasmessa da Report Domenica 9 marzo 2008
[I contenuti pubblicati in questo blog sono tratti dal sito dall' ICT4LT: Home Page Italiana (http://www.ict4lt.org/it/index.htm)]

Il termine "nuove tecnologie" si riferisce a quelle tecnologie in cui il computer è il supporto principale e cioè il campo di indagine che viene definito con un acronimo inglese CALL (Computer Assisted Language Learning) e che comprende anche l'uso di Internet.
Le tecnologie stanno cambiando il modo di insegnare e il modo di apprendere. Affinché questa trasformazione porti ad un effettivo miglioramento è necessario che tutti i soggetti coinvolti acquisiscano nuove competenze, a cominciare dall’insegnante. La sua formazione diventa perciò fondamentale ed egli deve essere messo in grado di gestire il cambiamento.
Molti vivono l’introduzione delle tecnologie con un sentimento ambivalente: pur riconoscendone le potenzialità, ne sono intimiditi. Le tecnologie possono contribuire a ridefinire il ruolo dell’insegnante, ma ciò non significa che egli venga messo ai margini del processo; egli mantiene infatti la sua specificità e la sua essenziale importanza. In quest'epoca di cambiamenti veloci la figura di guida, di tutore, è ancora più importante, a patto tuttavia che gli insegnanti accolgano la sfida e si mettano in gioco: oltretutto potrebbero trovare ulteriori motivazioni e riconoscimenti alla loro professionalità. La lotta contro l’evoluzione tecnologica è perdente anche nel campo dell’insegnamento, per cui è necessario essere preparati a sfruttare i potenti strumenti che essa ci mette a disposizione. Le competenze tecniche richieste per far funzionare un computer sono ormai poche, e una volta imparate ci si accorgerà che si possono fare molte cose molto meglio e più velocemente di prima. Ma le tecnologie sono solo uno strumento, potente, che viene messo a disposizione dell'insegnante e dello studente per facilitare il processo di acquisizione, ma senza una adeguata formazione metodologica questo sforzo è destinato a fallire.
Il computer rappresenta uno strumento potente per la didattica delle lingue. La sua capacità di gestire e recuperare velocemente, localmente o in rete, grandi quantità di materiali linguistici, di dati e informazioni, mette a disposizione dell’utente testi in lingua, glossari, dizionari, enciclopedie per esercitare le abilità di lettura e scrittura; inoltre la possibilità di riprodurre e registrare il suono, di gestire immagini e videoregistrazioni permette di esercitare le abilità di comprensione e anche di produzione orale, in un contesto comunicativo vivo. Oltretutto, il vantaggio del computer rispetto a tecnologie più povere, quali le pagine di un libro, il registratore audio o il videoregistratore non è solamente tecnico o pratico, perché, ad esempio, un CD-ROM può contenere l’equivalente di centinaia di libri, di numerose audiocassette o di un film. Il vantaggio è soprattutto di natura metodologica: queste risorse possono essere usate in maniera integrata e interattiva, creando un ambiente più favorevole all’apprendimento. Le tecnologie glottodidattiche intervengono insomma nel rapporto tra docente, studente e oggetto di insegnamento-apprendimento - la lingua - modificando le relazioni e le interazioni.
Ma esistono prove della sua effettiva efficacia?
L'efficacia del CALL è stata provata in molti studi pubblicati sin dagl anni '80 . Davies e Higgins (1982; 1985), Kenning e Kenning (1984), Higgins e Johns (1984), Last (1984), Ahmad e al. (1985). La lista di pubblicazioni significative continua fino a oggi. Il lavoro più completo è quello di Levy (1997) che contiene abbondanza di informazioni sull'efficacia del CALL nell'apprendimento/insegnamento delle lingue. Si veda anche il sito web di Ridwan Sedgwick (http://www.ict4lt.org/en/Sedgwick.htm), University of Queensland, Australia, che contiene una bibliografia commentata sull'efficacia del CALL. Si veda anche un interessante articolo di Caroline Grace, CALICO Journal 15, 1-3, in cui presenta la sua ricerca che conferma che gli studenti apprendono meglio e ricordano più a lungo il lessico se possono usare paccheti multimediali. Anche in Italia esistono molte ricerche e sperimentazioni che riportano l'efficacia dell'uso di strumenti multimediali nella didattica delle lingue. Si veda Porcelli (1988), Conoscenti (1996), e molti articoli pubblicati in riviste del settore, quali SeLM (Scuola e Lingue Moderne) durante questi anni.
Documenti multimediali e apprendimento della lingua straniera
Differentemente dai documenti cartacei, i documenti multimediali possono includere non solo testi e immagini, ma anche audio, video e animazioni. Questa possibilità fornisce un ambiente particolarmente versatile con cui creare attività per gli studenti, specialmente per gli insegnanti di lingua per i quali il testo orale è importante almeno quanto il testo scritto. Ad esempio, si può aggiungere un file audio ad un file di testo, scritto con un WP, così che lo studente possa fare un riassunto del testo orale tagliando o incollando porzioni di testo scritto in risposta all'input orale.
La caratteristica più importante di applicazioni quali un Word Processor, un database, un foglio elettronico o un software per costruire pagine Web, è che il testo è sempre provvisorio fino al momento in cui l'autore decide di renderlo definitivo, differentemente dallo scrivere su carta e o su penna. Nel testo su carta i cambiamenti che si vogliono apportare implicano un riscrivere di nuovo, un un senso o nell'altro, e questo è abbastanza pesante per un insegnante, sicuramente demotivante per uno studente. La possibilità di poter maneggiare il testo a proprio piacimento incoraggia a rileggere, rivedere, modificare. Dal punto di vista pratico, inoltre, il testo elettronico risiede sempre nella memoria del computer e può essere utilizzato o rieditato. Anche documenti audio, video, grafici e animazioni condividono queste caratteristiche di flessibilità. Come il testo scritto, anche loro possono essere modificate usando software appropriato.
I documenti prodotti su un computer possono essere distribuiti attraverso una rete locale, di una scuola ad esempio, più lontano attraverso Internet. Possono essere inoltre essere manipolati da coloro che li ricevono. In un'aula di computer gli studenti possono ciascuno lavorare sull documento prodotto dall'insegnante. Possono modificarlo in base all'attività loro assegnata e salvarlo ognuno con un nome differente. Inoltre, gli studenti possono comunicare con colleghi di un'altra classe della stessa scuola o del paese di cui stanno stanno apprendendo la lingua, per esempio, mandare loro un questionario per ricevere informazioni. Gli studenti dell'altra classe possono aprire il file nella loro aula computer, e rispondere individualmente, già nello stesso giorno.
Internet, la posta elettronica e la comunicazione
La comunicazione è al centro dell'apprendimento/insegnamento di una lingua. I contatti con i parlanti di altre lingue sono stati sempre incoraggiati, ma non sempre è stato facile riuscirci, specialmente negli anni più recenti in cui scrivere lettere non è una delle attività più comuni tra i giovani. La posta elettronica è un mezzo molto più informale delle lettere di carta e si nota che i giovani studenti sono molto più motivati a comunicare con gli altri usando questo mezzo. Sanno che possono scrivere e modificare i loro messaggi anche in base ai commenti dei loro insegnanti e che arriveranno in poche ore.
Anche per l'insegnante è utile la posta elettronica: ad esempio, dato che è possibile mandare un singolo messaggio a molte persone contemporaneamente, possono inviare un messaggio contemporaneamente a tutti gli studenti oppure comunicare con più colleghi, o lanciare una richiesta di informazioni a più persone.
Con la posta elettronica è possibile attaccare un file al messaggio che si invia. Il file può essere di testo, ma anche un file audio, un'immagine o un'animazione. Uno studente può così, ad esempio, mandare un messagio di benvenuto ad un nuovo corrispondente e allegare una foto o un breve saluto vocale.
Ma il nostro computer in rete può fornirci informazioni, nella lingua che stiamo studiando o insegnando, da tutto il mondo anche attraverso il World Wide Web. Possiamo salvare quelle che ci interessano sul nostro computer, modificarle e usarle in seguito anche nei nostri materiali e esercizi.
L'interattività dei software multimediali per l'apprendimento delle lingue straniere
Tutti i software interagisco a vari livelli con l'utente. L'interazione può coinvolgere l'utente solamente nel permettergli di scegliere il percorso all'interno del software, oppure agire a livello più alto, ad esempio, selezionando una risposta lo studente può modificare un dialogo. Il fatto che i contenuti di un software didattico non siano tutti immediatamente disponibili può motivare lo studente a tornare indietro e esplorare così le altre possibilità. Questo approccio a più scelte è completamente diverso da quello a singola scelta dei media più tradizionali, quali il libro. Inoltre, l'interattività legata alla multimedialità offre le condizioni migliori per l'apprendimento. Dal punto di vista neurolinguistico la multimedialità opera ad un elevato grado di bimodalità . Se si ha multimedialità e interattività, i meccanismi di apprendimento vengono ulteriormente potenziati secondo una logica che non è solo additiva: "l’uomo ricorda il 10 percento di ciò che vede, il 20 per cento di ciò che ascolta, il 50 per cento di ciò che vede e ascolta (multimedialità) e l’80 per cento di ciò che ascolta, vede e fa (interattività)"
Feedback
Uno degli aspetti più significativi dell'interattività è il feedback. Recentemente, nel valutare un certo numero di software, il TELL Consortium (http://www.hull.ac.uk/cti/tell/), ha considerato come una delle caratteristiche più importanti quella di fornire un feedback immediato. Uno dei software valutati riguardava la grammatica francese e tedesca. Gli studenti avevano rilevato che quando eseguivano esercizi per un tutor, dovevano spesso aspettare una settimana per avere indietro il loro lavoro corretto. Ma nel frattempo erano andati avanti e tendevano a notare di più quello che avevano fatto bene che le correzioni. Quando svolgevano lo stesso esercizio al computer, avevano un feedback immediato, sia attraverso vari suggerimenti che li guidavano alla risposta corretta, sia, dopo vari tentativi, mostrando la risposta con spiegazioni adeguate. Gli studenti hanno trovato questa possibilità molto utile e hanno riconosciuto che il software li ha aiutati molto nell'apprendere le varie strutture grammaticali. Il fatto che potessero svolgere lo stesso esercizio con un libro con la chiave degli esercizi non aveva lo stesso effetto sul loro apprendimento in quanto potevano correggere le domande che avevano effettivamente completato e non essere guidati alla la risposta corretta dal feedback ricevuto dal programma.
La scelta del software
Le stesse potenzialità che ci permettono di produrre documenti multimediali, di comunicare con le persone in tutto il mondo e di ricevere documenti multimediali attraverso la rete, hanno permesso anche agli sviluppatori di software di incorporare tali caratteristiche nei software per l'apprendimento della lingua e che li distinguono sempre più da quelli basati su media più tradizionali. I costi sempre più bassi e le prestazioni sempre più alte hanno permesso di acquistare computer sempre più potenti e conseguentemente di realizzare software sempre più elaborati .
Sul mercato c'è ormai un'ampia scelta di software multimediale sia per lo sviluppatore che per qualunque utente. Il lavoro dello sviluppatore è quello di scegliere tra i media a disposizione quello più adatto allo scopo. Questo è uno dei criteri che si deve analizzare quando si valuta un software. In un software pensato per sviluppare le abilità di lettura, la presenza di una versione orale di ogni testo può rivelarsi una caratteristica inutile se non dannosa per il raggiungimento dell'obiettivo. Il fatto che in un software i media siano integrati, lo rende completamente differente da un ambiente di apprendimento più tradizionale in cui, ad esempio, lo studente inizia con un testo stampato e deve poi ascoltare una audio o una video cassetta e poi passare al libro di testo per completare l'attività.
segue ...
Sono nato nel 1960 e ho vissuto i miei primi 20 anni a Lucera, una città che ho amato ma che ho spesso anche odiato. L'ho amata come si ama una madre, un padre, non te li scegli; è il posto dove sono nato e dove ho fatto le esperienze formative fondamentali ma è anche il posto da dove sono scappato, prima a Bari, all'Univesita di Lingue straniere (volevo imparare l'inglese che mi avrebbe permesso di entrare in contatto con realtà socio-culturali al di fuori dell'Italia) poi a Firenze presso la Facoltà di Magistero dove ho avuto modo di apprezzare eccelsi professori come Serpieri (grande conoscitore del teatro inglese), Pagnini (maestro della linguistica applicata alla letteratura) e Materassi (professore di letteratura Nord Americana). Pratolino, la via bolognese, Trespiano, il caro Antoine, il tabacco per sigarette,l'Arcore, la mensa universitaria, il ristorante vegetariano di via delle Ruote, alcune delle persone e dei luoghi chiave della mia esperienza nella provincia di Firenze e poi Scandicci, la biblioteca, l'appartamento di via dei Ciliegi, l'artigiano e il musicista-profumiere-erborista, anni di lacvoro, fatica, viaggi, tristezze e poi ancora Castelfiorentino, il negro. Ho vissuto a Firenze e dintorni fino al 1996. Poi ho deciso di tornare a Lucera, dove ho sposato la donna che mi ha dato due splendidi bambini che spesso mi fanno pensare se sarà buono per loro rimanere in questa città, attualmente priva di speranze in un possibile sviluppo futuro. Insegno inglese (ho insegnato anche il francese) dal 1986. Negli ultimi anni mi sono occupato dell'organizzazione degli uffici stampa a favore di alcuni eventi legati alla figura dell'artista Franco Scepi. La conoscenza di questo "operatore della comunicazione, come a lui piace definirsi, mi ha consentito di ricevere delle vere e proprie lezioni di comunicazione etica che hanno lasciato un segno indelebile nella mia formazione professionale. Nel 2007, l'esperienza estiva a Malta dopo quella delle elezioni a Lucera: la politica, le elezioni comunali i giochi di potere locali, nazionali ed internazionali, la politica degli affari, ed ora i cambiamenti il PD senza sinistra, Berlusconi e il suo nuovo partito filo Veltoni. Cambiamenti, cambiamenti ma pochi fatti per un'Italia dove sempre più il diritto viene calpestato ed il lavoro negato a chi non ha santi in paradiso. E poi la Sinistra Democratica di Mussi, ultimo baluardo, ultima casa per una politica etica, pulita, sostenibile, vera?? Ma speriamo bene. Buon Blog a tutti
La guerra dentro … la pace dentro …

Il mondo è la proiezione che noi ne facciamo. Se dentro di noi prevale il sentimento di guerra, bè allora il mondo è, va, sarà, andrà in guerra. Se prevale invece il sentimento di pace, bè allora il mondo è, va, sarà, andrà in pace. La pace … la guerra … dentro di noi.
Sicuramente San Francesco d’Assisi aveva il dono celeste di avere la pace dentro e avrebbe meritato a gran titolo il Nobel della Pace che fu assegnato per la prima volta solo nel 1901. San Francesco è l'immagine più pura della fratellanza. Francesco rinuncia a se stesso per il prossimo. Niente e nessuno ha mai fatto questo in maniera così radicale, tranne Gesù.
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